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Mindful Eating Mangiare Consapevole
Incontri guidati da Alessandra Pollina

Fare Pace col Cibo
Protocollo in 8 settimane
mela cuore
Il Mangiare Consapevole consiste nel portare attenzione, momento per momento, in modo intenzionale a tutto ciò che accade dentro e fuori di noi, con gentilezza, apertura e curiosità, senza attitudine critica o giudicante. Non tratta di diete o restrizioni, non è orientato al raggiungimento di risultati, è piuttosto un modo di essere presenti e di andare incontro a noi stessi e a tutto ciò che accade nella nostra vita con cuore aperto e mente attenta. Il Mindful Eating non è l’ultimo programma per perdere peso: ha a che fare con l’accogliere noi stessi così come siamo indipendentemente dalle nostre condizioni fisiche o dalle misure del nostro corpo.

Il percorso viene svolto secondo il protocollo ME-CL Mindful Eating, Conscious Living, di Jan Chozen Bays e Char Wilkins, di cui Alessandra è l’unica insegnante italiana.

Nell’ambito del progetto Mindful Eating, oltre al corso in 8 settimane Fare Pace col Cibo,  Alessandra offre anche iniziative di presentazione gratuite e Laboratori di Mindful Eating seguiti da Cena Consapevole: vedi il sito dedicato www.farepacecolcibo.it oppure il Calendario 

Fare Pace col Cibo

Il protocollo Fare Pace col Cibo è un nuovo percorso di Mindfulness in 8 settimane, basato sulla pratica della Consapevolezza -Mindfulness – e centrato sui temi della Alimentazione Consapevole, ovvero su come portare attenzione e presenza al nostro rapporto col cibo. Non ci focalizzeremo sugli aspetti nutrizionali o dietetici dell’alimentazione, ma sul modo in cui le persone si approcciano al mangiare, su come pensieri ed emozioni influenzano il nostro desiderio di cibo, imparando a portare in luce attraverso il lavoro della consapevolezza tutti gli elementi che ruotano attorno a questo atto quotidiano della nostra vita, che spesso porta con sé una grande dose di sofferenza o disagio.

La Mindfulness si prende cura di questo disagio alla fonte. Il problema non è il cibo, il cibo è solo cibo. La radice del problema risiede nella nostra mente che pensa e nel nostro cuore che sente. Imparare a mangiare in modo consapevole è il prezioso strumento per prendersi cura della mente e del cuore, per riportare equilibrio, armonia e soddisfazione nel semplice e naturale atto del nutrire il proprio corpo. Facendo pace col cibo. Facendo pace con noi stessi, così come siamo in questo momento.

Contenuti del corso e metodologia

Il percorso verrà svolto secondo il protocollo ME-CL Mindful Eating, Conscious Living, di Jan Chozen Bays e Char Wilkins, di cui Alessandra è l’unica insegnante italiana.
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I temi toccati nelle varie sessioni saranno: 
– la Mindfulness, cos’è e perché è utile applicarla al nostro rapporto col cibo
 – la fame, come si caratterizza: i 9 diversi tipi di fame
 – gli schemi condizionati riguardo il mangiare
– le emozioni e la consapevolezza del corpo e delle sensazioni, come ci connettiamo o ci disconnettiamo da noi stessi
– il senso di fame e il senso di sazietà
 – rallentare e fermarsi: identificare i nostri schemi condizionati riguardo il cibo e il mangiare
– rapporto fra cibo e umore 
– il bisogno incontrollabile di cibo o di alcuni cibi
– lavorare con la Fame Emotiva.

La metodologia si basa su pratiche ed esercizi di sviluppo della consapevolezza fra cui esercizi di yoga consapevole, esercizi di mangiare consapevole, pratiche di consapevolezza corporea, esercizi di ascolto interiore e ascolto attivo. I partecipanti avranno indicazioni ed esercizi da svolgere fra un incontro e il successivo e tracce audio di supporto per gli esercizi guidati.

Destinatari del corso

L’incontro si rivolge a tutte le persone che in qualche modo soffrono o hanno disagi nella loro relazione col peso o col cibo. Tramite l’approccio del Mangiare Consapevole possiamo imparare ad essere più presenti e disponibili, per ritrovare equilibrio e per gioire di ogni aspetto della nostra vita, compreso il mangiare! Il Mindful Eating non riguarda regole, diete o prescrizioni: è una esplorazione attenta e gentile di tutto ciò che accade dentro e attorno a noi. E l’esploratore sei tu!

Struttura del corso

Il corso si articola in 8 incontri a cadenza settimanale di due ore ciascuno più una giornata intensiva (in giorno festivo) dalle 9.30 alle 15.30.

Può essere svolto anche in altri formati, ad esempio in tre weekend con formula residenziale oppure in 5 incontri di 4 ore ciascuno a settimane alterne. In ognuno di questi formati è prevista la giornata intensiva che è parte integrante e fondante dei protocolli Mindfulness-based.

Informazioni e Iscrizioni

Per procedere all’iscrizione è necessario effettuare un colloquio individuale con la formatrice, compilare la Scheda di Iscrizione e saldare la quota corso.

Coloro che sono interessati possono contattare Alessandra (tel.333-2963932 mail alessandra@percorsidimindfulness.it)

La formatrice

Conduce il corso Alessandra Pollina, insegnante di Mindfulness e protocolli MBSR Mindfulness Based Stress Reduction di Jon Kabat-Zinn, certificata dal CFM Center for Mindfulness, USA. Alessandra è stata la prima insegnante italiana di protocolli ME-CL Mindful Eating Conscious Living, di Jan Chozen Bays e Char Wilkins, USA, con le quali si è formata personalmente in Belgio (livello 1 e livello 2).

 

Testimonianze

Ho raccolto alcune testimonianze dei partecipanti al corso Fare Pace col Cibo, che spero possano essere di aiuto per comprendere l’approccio del Mangiare Consapevole.
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“Fare pace con il cibo significa dargli il suo giusto valore e il suo corretto significato. Il cibo non è il riflesso del nostro dolore, il capro espiatorio di colpe immaginarie, non è esso stesso colpa; il cibo è nutrimento e ci mantiene in vita. Dargli la giusta importanza ed apprezzarlo per quello che è significa, quindi, accettare ed apprezzare la vita nella sua totalità. Ho apprezzato soprattutto il fatto che non ci fosse nessun tipo di giudizio, ma solo ascolto e comprensione da parte delle altre componenti del gruppo, con le quali si è instaurato un bellissimo rapporto di affetto e stima reciproca. Mi è piaciuto come questo corso fin da subito non abbia avuto la pretesa di insegnarci un metodo “miracoloso” per risolvere le nostre difficoltà, ma come una guida, un aiuto per affrontare il problema con consapevolezza e serenità. Mi mancherà la costante presenza di Alessandra, che ci guidava nel cammino con gentilezza, calma e saggezza.

Ho imparato che il “tutto e subito” non esiste e che il percorso che può portarmi verso la guarigione posso farlo solo io. Non c’è nessuna bacchetta magica che possa far sparire la sofferenza, ma allo stesso tempo devo concedere agli altri di entrare nella mia gabbia e capire le ragioni del mio comportamento. L’ ironia e l’ autoironia non sono la soluzione, anzi: a lungo andare possono essere più dannose delle offese dirette.”

Elena G.

“Ho imparato che posso accogliermi così come sono, imperfetta. Che non posso cambiare le emozioni legate al passato, ma posso decidere di vivere nel presente e scegliere un’alternativa. Che non è necessario essere buona/brava per essere amata.

Fare Pace col Cibo significa non essere più in lotta con il cibo, viverlo con la consapevolezza che il “cibo è solo cibo”. Poter scegliere cosa mangiare liberamente, istintivamente e gustarlo con leggerezza. Non divorare il pasto in modalità “prima faccio, prima mi tolgo il pensiero”, ma viverlo nel qui ed ora.

Ho trovato utile imparare a mettere uno spazio tra l’impulso e l’azione di mangiare: fermarsi, respirare, ascoltarsi, verificare l’emozione e NON GIUDICARSI; e se non sempre ci riesco già il rendermene conto è positivo. “

Lorenza B.

“Fare pace col cibo per me significa mangiare senza poi sentirmi in colpa; mangiare con gusto e per fame, ascoltando il mio senso di sazietà e anche riconoscendo i diversi tipi di fame. Volermi bene e fidarmi del mio corpo e della mia saggezza interiore.

Durante il corso ho apprezzato la “leggerezza” con cui sono stati trattati gli argomenti, il non giudizio, l’ascolto, i consigli dati attraverso letture, spunti e meditazioni.”

Elena M.

“Fare pace col cibo significa liberare il cibo da tutti i significati che niente hanno a che fare con il cibo. Come abbiamo ripetuto molte volte durante il corso, il cibo è solo cibo, non è nient’altro. Non è amore, anche se è fatto con amore, non è “legame” anche quando si mangia tutti insieme, non è il “cordone ombelicale” che ti tiene unito alla famiglia. Il cibo è solo cibo. Può essere lasciato nel piatto, può essere mangiato finché si ha fame.

Oltre agli esercizi durante gli incontri e ai “compiti per casa”, che ritengo siano stati fondamentali per questo percorso, ho ritenuto molto utile la condivisione delle esperienze di ciascuna di noi. Dai racconti delle altre, mi sono resa conto di quante cose siano comuni nel rapporto con il cibo.”

Beatrice G.

“Fare pace col cibo significa da una parte esaltare il cibo: sperimentarlo con tutti i sensi, provare gratitudine per averlo, ripercorrere la sua storia, trarne godimento. Dall’altra parte però significa ridimensionare il cibo: farlo essere solo cibo, il nostro nutrimento, levandogli tutte quei significati o quelle colpe che spesso gli attribuiamo. A stare con ciò che emerge, accoglierlo, senza dover necessariamente provvedere a modificarlo o risolverlo. Andare oltre. C’è altro oltre al cibo. C’è la vita. La vita assaporare, da gustare, con i suoi mille sapori…e da cui, forse, lasciarsi un po’ imboccare.

E’ stato importante nel corso sperimentare direttamente con il cibo. Ogni esercizio che abbiamo svolto concretamente con il cibo è stato per me utilissimo.”

Maria L.

“E’ stato importante sentire di essere ascoltata, acquisire strumenti semplici ma utilissimi nella gestione del cibo in relazione alle emozioni (le meditazioni brevi, il rimando al rallentare e al respiro), vedere le esperienze e i cambiamenti degli altri nel corso dei dieci incontri. Ho imparato che sono forte ma anche immensamente fragile, ho dettagliato alcune mappe di riferimento, ho realizzato che quando le persone sono generose nel condividere con gli altri parti di sé, l’ansia se ne va lasciando il posto alla tenerezza e che se la voce critica passa dal cuore diventa più gentile e procedo meglio.”

Chiara T.

 

 

 

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